———— Produzioni video in qualità cinematografica orientate al business

Sei nel tuo ufficio e stai parlando al telefono con una persona interessata ai servizi che offri, un potenziale cliente. Gli spieghi quello che fai, gli dici di visitare il sito. Mentre indirizzi lui, lo apri anche tu, giusto per essere sicuro di calarti nei suoi panni.

Improvvisamente ti rendi conto che il sito è pieno di testo. Un muro di parole, interrotto solo da qualche vecchia immagine, che non rende giustizia alla tua attività, non trasmette l’essenza del lavoro che fai.

Ci vuole qualcosa di più dinamico, di più coinvolgente. Un video che presenti la TUA azienda rappresentandone al meglio i valori e le peculiarità.

Ti prendi  5 minuti per una ricerca sul web. Non possiamo sapere quali parole chiave hai utilizzato, ma siamo abbastanza sicuri di sapere quello che hai trovato:

  • Siti di videomaker freelance, il cui portfolio brulica di video di matrimoni.
  • Siti di grosse agenzie, che tra tutti i vari servizi che propongono hanno anche quello di “creazione video aziendali”.

Tutto molto bello. Peccato che non è quello che stai cercando.

Il lavoro che serve a te è troppo grosso per una singola persona, per quanto esperta. Allo stesso tempo non vuoi  essere soltanto un “numero”.

Quello che hai in mente è un team di persone, abbastanza strutturato per poter ideare e realizzare un progetto complesso in poco tempo, e che allo stesso tempo abbia l’inclinazione a costruire un prodotto “tailor made”.

Non vuoi né l’outlet, né l’artigiano. Tu vuoi un sarto… Che magari non costi come Giorgio Armani!

A meno che tu non possa permetterti di fare come Jordan Belfort…

Un sogno? Non proprio!

Il filmmaker: una strana creatura…

La vera sfida di chi produce video oggi è riuscire a produrre un prodotto veramente straordinario (nel senso originario del termine, “extra-ordinario”, che emerga dall’ordinario) senza sconfinare nella complessità e nei costi di una produzione cinematografica.

Il filmmaker è quell’essere ibrido in cui coesistono la flessibilità e le competenze del videomaker e il gusto di un creativo che sa leggere e reinterpretare le situazioni, RACCONTANDO per immagini ad un determinato pubblico.

Il filmmaker si muove per il set maneggiando una camera da parecchie migliaia di euro con la tranquillità di uno che impugna un cellulare da 200€.

Nel caso gli si chieda quanto costa un video, il filmmaker autentico risponde che il suo prodotto non è un pre-stampato perché dipende da troppi fattori che determinano scelte anziché altre.

Perché questo? Semplice: perché occorre valutare un processo che si riassume in tre fasi fondamentali:

 

— Pre-produzione

Tutto parte dal concept, da un’idea. Più è semplice, più è efficace.

In questa fase è indispensabile che avvenga un confronto serrato con il committente, in modo da arrivare ad una “sintesi creativa”: da una parte gli spunti creativi del cliente e le esigenze comunicative dell’azienda, dall’altro l’arte del filmmaker e tutto ciò tutto ciò a cui può attingere dal suo bagaglio di esperienza.

Quindi il filmmaker può elaborare un “piano d’azione”:

  • strutturare il workflow
  • coinvolgere i professionisti necessari
  • definire step operativi, tempistiche e budget

 

— Produzione

Qui l’equilibrio è tutto (no, il baricentro non c’entra!).

Il rischio più grande per chi produce video è terminare lo shooting, tornare in studio e accorgersi di non aver ripreso una sequenza fondamentale. D’altra parte, con tonnellate di girato, ci vorranno giorni per individuare e selezionare le scene utili.

Il segreto è avere l’occhio (e l’esperienza) per capire in ogni situazione qual è la giusta misura.

L’altro fattore essenziale è l’attenzione con cui viene svolta la produzione: per tutta la durata dei lavori, la massima priorità del filmmaker sarà mantenere salda la regia, il filo conduttore, la “visione finale” con cui fin dall’inizio è stato concepito il video.

Se al termine di una ripresa rivolgete la parola al filmmaker per offrirgli un caffè o una bottiglietta d’acqua e lui non vi risponde, non stupitevi: probabilmente è con la testa china sulla camera, a controllare che il colore, l’inquadratura, il suono di quello che ha appena girato siano esattamente come dovrebbero essere.

In caso contrario, vi farà ripetere la scena.

 

— Post-produzione

Qualche ritocco? Magari!

La post-produzione ricopre quasi il 50% delle attività complessive di un filmmaker.

Si tratta di una lenta e laboriosa opera di costruzione e “raffinamento”: i primi tagli possono essere approssimativi, giusto per avere la base della narrazione; poi viene il ritmo: portare all’utente finale i messaggi con l’amalgama giusta. Infine, condire tutto con info-grafica, magari animata, effetti (se necessari), controllando che la musica sia perfettamente sincronizzata e in linea con le vibrazioni che vuole trasmettere in ogni momento del suo “racconto”.

La regola è quella del “less is more”: la maggior parte dei video possono essere migliorati accorciandoli.


 

Eh già, non proprio una passeggiata vero?

Del resto, nel mondo global oggi molto più che in passato sapersi distinguere e raccontarsi nel modo giusto con un prodotto “su misura”, è diventato necessario per impiegare bene e non sperperare il budget-comunicazione.

La posta in gioco? Ritagliarsi una quota di visibilità che ancora la tua concorrenza non ha…